Codice Civile art. 355 - Protutore.InquadramentoContestualmente alla nomina del tutore il giudice tutelare deve nominare un protutore tenuto a vigilare sull'operato del tutore, a collaborare con questi nel compimento di taluni atti (ad esempio, la formazione dell'inventario) e a subentrare nella rappresentanza del minore nel caso in cui l'interesse di quest'ultimo sia in conflitto con quello del tutore. Al protutore si applica la medesima disciplina che regola l'ufficio del tutore. La disciplina applicabile al protutoreL'ufficio del protutore è informato agli stessi principi che regolano la tutela. Trattasi, quindi, di ufficio personale, individuale e gratuito. Per quanto riguarda la scelta del protutore si applica la disciplina di cui agli artt. 348-350. Il protutore, inoltre, deve prestare giuramento al pari del tutore e può essere dispensato dall'ufficio nei casi di cui agli artt. 351 e 352. L'unico caso in cui il legislatore prevede la non necessarietà della nomina del protutore è quello della tutela affidata ad enti di assistenza ai sensi dell'art. 360; ciò sulla base della considerazione che venendo la tutela affidata ad un ente terzo non insorgono, normalmente, situazioni di conflitto di interesse tra minore e tutore. BibliografiaCividali, La tutela. un istituto da rinnovare e adeguare a nuove realtà, in Dir. famiglia, fasc.2, 2003, 453; Jannuzzi, Manuale della volontaria giurisdizione, Milano, 2004, 259 e ss.; Veronesi, Titolo del Libro: L'intervento del giudice nell'esercizio della potestà dei genitori, Milano, 2008, 178 e ss. |